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Montebelluna può riavere finalmente un teatro all’ex Pretura

Pubblicata il 29/10/2019

Si è conclusa la trattativa che il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, ha condotto per oltre un anno con i rappresentanti di Intesa Sanpaolo, il responsabile Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese, ed il direttore regionale Triveneto Intesa Sanpaolo, Renzo Simonato su mandato dell’intero consiglio comunale.
Una breve cronistoria: quando Veneto Banca è stata messa in liquidazione i capigruppo consiliari montebellunesi si sono ritrovati col sindaco per elaborare un ordine del giorno congiunto a partire dalla proposta del capogruppo del PD, Davide Quaggiotto, di chiedere la sede storica.
Il gruppo di lavoro composto dai capigruppo e coordinato dal sindaco alla fine ha elaborato un documento che prevedeva due richieste rivolte al governo e al Parlamento. La prima per richiedere un intervento a favore degli ex soci di Veneto Banca. La proposta originale, forse la prima o comunque fra le prime, è stata quella di una Legge speciale che riconoscesse una nuova fattispecie di truffati, i soci delle due banche popolari venete, andando oltre la norma vigente.
In qualche modo la risposta è arrivata col Fir – Fondo indennizzo risparmiatori - approvato dal Parlamento.
La seconda richiesta era quella che l’edificio della banca che aveva ospitato fino all’inizio degli anni ‘70 anche il teatro cittadino fosse destinato alla comunità montebellunese a titolo di risarcimento collettivo per restituirlo ad attività culturali.
Purtroppo l’istanza si è rivelata subito impraticabile perché, come è noto, la sede storica nella piazza centrale della città non è stata trattenuta dallo Stato, né è stata consegnata alla società di liquidazione di Veneto Banca.
Il decreto del governo Renzi l’ha trasferita per le funzioni istituzionali a Intesa Sanpaolo che è subentrata nella gestione dei crediti in bonis e nel portafoglio clienti all’ex Veneto Banca.
Tutto concluso?
No, perché il sindaco ha chiesto un appuntamento a Stefano Barrese per cercare una soluzione che potesse comunque compensare la città ed il comprensorio montebellunese.
L’incontro si è tenuto a Mestre dove il sindaco, con il supporto dell’allora dirigente ai lavori pubblici, l’architetto Roberto Bonaventura, ha proposto un’idea alternativa, quella di realizzare un nuovo teatro al posto dell’Ex Pretura in piazza Negrelli - uno dei luoghi peraltro valutato a fine ‘800 dall’associazione Amici del Teatro come luogo idoneo per le attività culturali - attraverso il ricorso alla formula dell’art bonus che consente il recupero del 65% del versato sotto forma di credito d’imposta.
Banca Intesa ha richiesto uno studio preliminare con budget per un teatro da circa 400 posti che è stato elaborato dal Comune ed inviato all’attenzione dei vertici di Intesa Sanpaolo.
L’istanza è stata trasmessa all’Agenzia delle Entrate per una verifica di fattibilità. L’Agenzia ha richiesto una serie di chiarimenti che sono stati forniti dai rappresentanti del Comune in un incontro che si è tenuto a Milano nella primavera scorsa.
E’ arrivato il responso positivo con l’indicazione che il Comune può realizzare il teatro, che però poi sarà da affidare in gestione ad una Fondazione pubblica e che il Comune avrà il compito di istituire.
Ieri mattina è arrivata la proposta di contratto firmata dal CEO di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che prevede il versamento di un contributo di 5.5 milioni euro al Comune per la realizzazione dell’opera.
Questa sera il sindaco ha dato annuncio prima ai capigruppo e poi al consiglio comunale.


Spiega il sindaco Marzio Favero: “Si è trattato di una trattativa complessa e delicata che si è conclusa con una proposta importante che adesso il consiglio comunale, attraverso le sue commissioni, avrà il compito di esaminare e, se lo riterrà, di approvare. Dopo 50 anni finalmente la città potrà riavere un teatro, cioè un motore fondamentale per la vita culturale non solo per la città di Montebelluna ma per l’intero comprensorio del montebellunese che è di oltre 100mila persone.
Credo sia apprezzabile il fatto che Intesa Sanpaolo con i suoi esponenti abbia ritenuto di compiere un gesto di grande attenzione verso la comunità che più ha sofferto per la fine di Veneto Banca.
Il merito del risultato è collettivo perché se a me è spettato il compito di guidare la mediazione, è opportuno ricordare il fatto che in nome del bene comune tutti i gruppi consiliari hanno votato in maniera unitaria il documento conferendomi l’incarico di gestire le necessarie mediazioni con Intesa Sanpaolo. Un grazie va anche al Comitato Don Torta che ha voluto sostenere l’ordine del giorno così come è giusto ricordare il lavoro svolto dalle parti tecniche sia del Comune, sia di Intesa Sanpaolo.
Infine non va dimenticata la solidarietà espressa da diversi sindaci del territorio che a loro volta hanno portato in approvazione l’ordine del giorno avanzato dal consiglio comunale di Montebelluna.
La realizzazione di un teatro innovativo per concezione, costituirebbe la risposta non solo alle esigenze di Montebelluna ma, come detto prima, dell’intero comprensorio. Ulteriori elementi informativi saranno forniti a tempo debito”.


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