Stemma Regione Veneto  Regione Veneto

Metamorfosi

Metamorfosi
 
Montebelluna in Metamorfosi: il presente ed il futuro del commercio montebellunese si incontrano in una campagna di comunicazione ad hoc



VIDEO INTERVISTA
 
Distretto Urbano del Commercio: “Città Emporio”
Progetto: per il “Riuso dei Locali Sfitti di Montebelluna”
 
Campagna di Comunicazione: “Montebelluna in Metamorfosi”




n. 20.000 cartoline A5 per distribuzione in negozi e attività commerciali del Distretto del Commercio
n. 22.500 sacchetti per pane per distribuzione in 10 panifici
n. 40 espositori da terra per esposizione in locali sfitti, negozi e attività commerciali
n. 5 bandiere in PVC per esposizione in luoghi pubblici della città

 
 
 
Obiettivi della Campagna “Montebelluna in Metamorfosi”
 
Il progetto per il “Riuso dei locali sfitti” della città è maturato nell’ambito del DISTRETTO URBANO DEL COMMERCIO “Città Emporio” e finalizzato a sollevare una riflessione politica e culturale, per “riaccendere le luci” sul fenomeno dei locali sfitti in città.

È stata creata una campagna di comunicazione rivolta ad imprenditori, stakeholder e cittadini per portare su tutti i tavoli – e “perfino su tutte le tavole” – il tema del futuro del commercio, anticipatrice delle future iniziative in via di definizione per il rilancio dell’economia di vicinato.
Un progetto promosso dalla Città di Montebelluna, da Confcommercio Treviso e dalle agenzie immobiliari locali, che vuole coinvolgere le imprese in modo attivo per la sensibilizzazione di imprenditori e cittadini sul tema del riuso dei locali sfitti in città.
Le vetrine di negozi, bar, attività economiche in generale, allestite e illuminate, le facciate continue e “vive” nelle vie nelle piazze percorse dai cittadini, sono un vantaggio per tutti: imprese, società, città.



Parola chiave e simboli


La parola chiave del progetto è “Metamorfosi”. Una trasformazione profonda, lenta ma inevitabile, che può fare paura ma che in realtà nasconde sempre opportunità di crescita.
 
Il simbolo del progetto è invece quello della “Bandiera”. La bandiera è simbolo di appartenenza ad un territorio, ad un luogo e perfino ad una categoria sociale. Nella Storia la bandiera è sempre stato l’oggetto più semplice e immediato per chiamare appunto “sotto la stessa bandiera” uno stesso modo di pensare e di agire.
 
Per questo il ricorso alla bandiera è apparso quanto mai opportuno per interpretare la stagione di “Metamorfosi” che anche la città di Montebelluna sta vivendo grazie alle radicali trasformazioni nel proprio spazio pubblico (ci riferiamo al progetto delle piazze) e nella rete del commercio al dettaglio.

 

Il logo come incontro e stretta di mano
 
Un logotipo che ricorda lo scudetto della città. Il riferimento ai monti, l’incrocio e incontro tra passato (quando un tempo gli scambi si facevano nella collina di Mercato Vecchio) e il futuro (quando gli scambi torneranno a essere floridi in centro città).
Un incontro di linee che ricorda anche una stretta di mano, un patto tra istituzioni, commercianti e cittadinanza.
 
 
Le frecce e la circolarità come simbolo di “Metamorfosi” continua
 
Linee che vogliono rappresentare il cambiamento continuo, la “Metamorfosi”, la ciclicità rappresentata dalle frecce e sottolineata dall’alternarsi delle due font (bastoni e graziato).

 


Il Manifesto – “MONTEBELLUNA IN METAMORFOSI HA LA SUA BANDIERA”
 
 
“Ogni città è in continua METAMORFOSI: il suo presente riflette le evoluzioni del passato e anticipa, a sua volta,
i cambiamenti del futuro. Anche Montebelluna lo è: come un sito archeologico, il suo aspetto deriva dalle sedimentazioni sociali e culturali che si sono succedute nel corso del tempo.
 
L’odierna Montebelluna nasce 150 anni fa per favorire il commercio, cresce in autorevolezza e benessere per tutto il secolo scorso e, qualche anno fa, matura
la consapevolezza di avere nuove piazze proprio lì dove le auto occupavano i luoghi della civitas.
 
Ma la METAMORFOSI di una città è così, i suoi effetti contradditori si manifestano improvvisamente, e serve un grande spirito di appartenenza per rinnovarle la fiducia.
 
Poiché viviamo in un mondo sempre più globalizzato, anche il commercio è a sua volta in METAMORFOSI, sembra più comodo infatti fare acquisti sul web piuttosto che ritagliare un po’ di tempo per sé stessi andando per negozi.
 
Cosa ci riserva il futuro allora, un centro caratterizzato da negozi vuoti? NO!
 
Insieme, possiamo reagire. Possiamo stringerci tutti sotto la stessa bandiera come simbolo di appartenenza universale ai luoghi che abitiamo, riscoprendo così il senso di comunità cittadina.
 
Nel farlo possiamo tutti insieme riflettere su quale città vogliamo vivere, quale sua METAMORFOSI vogliamo intestarci, quale pensiero collettivo vogliamo affermare, diventando così protagonisti di questa METAMORFOSI.
 
In ogni caso, da oggi, MONTEBELLUNA IN METAMORFOSI ha la sua bandiera".





Locale sfitto allestito come punto promozionale della Campagna “Montebelluna in Metamorfosi”.

In foto: il Sindaco di Montebelluna, il Presidente dell’Associazione il Mosaico, il Presidente di Ascom Delegazione di Montebelluna di Confcommercio Imprese per l’Italia di Treviso.

 

Comunicato stampa “Montebelluna in Metamorfosi” - 27 luglio 2022

È stato presentato questa mattina in conferenza stampa a Montebelluna il progetto Montebelluna in Metamorfosi.
 
Maturato nell’ambito della costituzione del Distretto Urbano del Commercio, il progetto è frutto di un lavoro di squadra portato avanti dall’amministrazione comunale della Città di Montebelluna, da Confcommercio Treviso Delegazione di Montebelluna e dalle agenzie immobiliari locali ed è ideato da Aspro Studio di Vicenza e Heads Collective di Treviso.
 
Dal punto di vista concettuale, il progetto rinvia all’idea di Metamorfosi, dunque alla trasformazione - considerata necessaria in natura - che rende possibile il passaggio verso l’età adulta di un animale.
 
Ogni città è in continua metamorfosi: il suo presente riflette le evoluzioni del passato e anticipa, a sua volta, i cambiamenti del futuro. Anche Montebelluna lo è: come un sito archeologico, il suo aspetto deriva dalle sedimentazioni sociali e culturali che si sono succedute nel corso del tempo.

L’odierna Montebelluna nasce 150 anni fa per favorire il commercio, cresce in autorevolezza e benessere per tutto il secolo scorso e, qualche anno fa, matura la consapevolezza di avere nuove piazze proprio lì dove le auto occupavano i luoghi della civitas.
 
Ma la METAMORFOSI di una città è così, i suoi effetti contraddittori si manifestano improvvisamente, e serve un grande spirito di appartenenza per rinnovarle la fiducia.
 
Poiché viviamo in un mondo sempre più globalizzato, anche il commercio è a sua volta in metamorfosi, sembra più comodo infatti fare acquisti sul web piuttosto che ritagliare un po' di tempo per sé stessi andando per negozi.
Cosa ci riserva il futuro allora, un centro caratterizzato da negozi vuoti? NO!
Montebelluna in Metamorfosi cerca proprio di agire affinché questo non accada, con una campagna di comunicazione finalizzata a sollevare una riflessione politica e culturale su un tema di grande attualità per tutti i centri urbani, quello del fenomeno dei locali sfitti.
 
Il progetto si dedica ad una tematica spinosa – quella dei locali sfitti - che spesso viene dribblata dalle amministrazioni comunali. Ma a questa amministrazione piace trattare tematiche critiche come queste che sono il risultato di processi e dinamiche diverse. La ragione dei locali sfitti è plurima sebbene tra le cause non si possa trascurare la crescente tendenza agli acquisti online, acuita con la pandemia.
 
La progettualità proposta è affasciante sia perché frutto di un lavoro di gruppo e sia perché trae spunto dal concetto di metamorfosi, così attuale anche per Montebelluna che è l’espressione di una continua trasformazione che l’ha vista diventare Città mercato, subire poi le ferite della guerra, riprendersi con il boom economico e, più recentemente, cambiare in parte volto con la, pedonalizzazione e la rigenerazione urbana del centro che a breve si completerà con la sistemazione del Parco Bertolini.
 
Ed il progetto Montebelluna in Metamorfosi è tanto più importante in un anno come il 2022 quando si celebrano i 150 anni della discesa del mercato dal Colle al Piano che, oltre che essere una festa, sta mettendo in atto tutta una serie di relazioni e sinergie umane che dovrebbero essere anche alla base di quel commercio che con questo progetto cerchiamo di riesaltare”.

Aggiunge Rosario Cardillo, manager dei Distretto commerciale di Montebelluna: “Il progetto dedicato ai locali sfitti rappresenta l’ultimo tassello di attuazione della Legge regionale sui “ Distretti del commercio ” perché è una delle azioni più complesse. Esso ha avuto una prima progettazione poi riformulata e che oggi è al decollo e comprese una prima fase di monitoraggio dei locali, una seconda fase con la predisposizione di un piano comunicazione per sensibilizzare i cittadini sul rema e potrà avere una sua evoluzione con una terza fase che comprende una politica attiva finalizzata ai reinsediamenti”.
 
Aggiunge Roberto De Lorenzi, presidente di Delegazione Confcommercio Montebelluna: “Quando iniziammo a parlare della trasformazione di Montebelluna con l’allora sindaco Marzio Favero ci trovammo d’accordo: per progettare il futuro bisognava conoscere il presente e per conoscere il presente bisognava avere contezza del passato, per cui è stato automatico pensare al futuro di Montebelluna in chiave commerciale, partendo dalla pedonalizzazione del centro.
Montebelluna ha compiuto uno scatto che l’ha messa in prima fila facendola diventare una cittadina con una struttura urbanistica all’avanguardia.
Il secondo passaggio è stato quello di pensare al futuro prossimo perché la pandemia ha creato un cambiamento così repentino da richiedere nuove evoluzioni nel commercio locale.
Noi abbiamo pensato di ragionare in termini di Metamorfosi, di passaggio dal passato al futuro ricreando le condizioni per guarire dall’isolamento enfatizzato dalla pandemia e rimettendo in funzione le aree abbandonate o poco frequentate affinché diano nuovi segni di vita”.
Precisa Christian Brugnaro, responsabile Delegazione Confcommercio Treviso Delegazione di Montebelluna e Asolo: “La cosa importante era quella di coinvolgere imprese e cittadini ed il metodo che volevamo sfruttare era la capillarità. Per questo abbiamo messo a punto una campagna comunicativa che fosse un’opera di sensibilizzazione rivolta a imprese e cittadini per permettere agli attori coinvolti nell’operazione di potersi immedesimare nel progetto e nella tematica.
 
Tra le varie azioni, faremo in modo che l’azione venga comunicata il più possibile anche con volantinaggio casa per casa e coinvolgendo le panetterie che potranno consegnare il pane dentro a sacchetti brandizzati”.

Dichiara Claudio Bertorelli, partner e fondatore Aspro Studio: “ Il progetto Arcipelago fu un masterplan concepito per stimolare altri spazi e le interconnessioni. Era un’idea di città connessa che partiva dall’assunto che non si fa rigenerazione urbana senza rigenerazione umana. Montebelluna fu precursore di questo modo di intendere la città e questo piano va inteso in questa direzione.
 
Nel ‘900 il futuro di tracciava attraverso l’urbanistica perché c’era un’idea di Città crescente, ora si fa riferimento ad altri strumenti di interconnessione che chiama in campo anche la pianificazione commerciale e la comunicazione.
 
Spiega Renzo di Renzo, partner e fondatore Heads Collective: “L’elemento grafico chiave della campagna di comunicazione è la “Bandiera” in quanto simbolo di appartenenza ad un territorio, ad un luogo e perfino ad una categoria sociale adatto ad interpretare la stagione di “Metamorfosi” che anche la città di Montebelluna sta vivendo grazie alle radicali trasformazioni nel proprio spazio pubblico - vedi in primis il progetto Arcipelago che ha coinvolto la rigenerazione urbana delle piazze - nella rete del commercio al dettaglio”.
 
Il logotipo scelto ricorda lo scudetto della città con un richiamo ai monti, l’incrocio e incontro tra passato (quando un tempo gli scambi si facevano nella collina di Mercato Vecchio) e il futuro: quando gli scambi torneranno a essere floridi in centro città. Un incontro di linee che ricorda anche una stretta di mano, un patto tra istituzioni, commercianti e cittadinanza.
 
Il visual, infine, rappresenta il cambiamento continuo e infinito, la ciclicità rappresentata dalle frecce e sottolineata dall’alternarsi delle due font (bastoni e graziato).


Tale azione finanziata all'interno del bando del Distretto del Commercio di Montebelluna denominato "Città Emporio", vede svilupparsi, per la prima volta in Città, una piccola campagna pubblicitaria di sensibilizzazione sul tema degli immobili sfitti all'interno dei centri urbani. La volontà dell'amministrazione comunale, in sinergia con il partner tecnico Confcommercio Treviso Delegazione di Montebelluna, è che la cittadinanza e le imprese della Città siano coinvolte in questo piano di comunicazione. Montebelluna ha subito negli anni numerosi rinnovamenti sia sulla viabilità sia sull'arredo urbano. Ora nella sua nuova concezione di "parco commerciale naturale", propone che tutti gli attori che compongono questa realtà siano responsabilizzati su questo tema. Alcuni esempi di questa campagna: nel centro urbano saranno installate alcune bandiere con logo e slogan e sarà consegnata “porta a porta” a tutti i nuclei familiari di Montebelluna una cartolina con lo stesso slogan e il racconto del progetto.
 
Infine, saranno coinvolte anche le panetterie e/o alimentari locali che potranno consegnare il pane in sacchetti di carta brandizzati e distribuiti gratuitamente.

 
torna all'inizio del contenuto