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Al via le gare tra atleti trapiantati e dializzati Per migliorare la vita e promuovere la donazione e il trapianto attraverso lo sport

Pubblicata il 15/05/2019

29 a Edizione del Giochi Nazionali Trapiantati 26Edizione dei Giochi Nazionali Dializzati

Montebelluna (TV) dal 17 al 19 maggio 2019

 

 

Un’occasione per tutti per riflettere sull’importanza dell’esercizio fisico per le persone dializzate e trapiantate di tutti gli organi, cellule e tessuti. Grazie all’attività fisica le persone malate in dialisi o trapiantate, migliorano i percorsi di cura e i percorsi di vita. Grazie alla donazione di organi, tanti possono tornare a vivere pienamente, con lo sport, lo studio, il lavoro o la famiglia.

 

Montebelluna, 17 maggio 2019 - A partire da venerdì 17 maggio fino a domenica 19 maggio, si svolgeranno a Montebelluna i giochi nazionali di A.N.E.D. - Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto - Onlus e il Comitato Speciale A.N.E.D. Sport - organizzati in collaborazione con il comune di Montebelluna, il Centro Nazionale Trapianti e con il patrocinio del Comitato Nazionale Paralimpico (CIP) e del CONI.

La 29Edizione dei Giochi Nazionali Trapiantati e la 26 a Edizione dei Giochi Nazionali Dializzati vedranno atleti trapiantati di ogni organo ed età e pazienti dializzati, provenienti da tutte le Regioni d’Italia, gareggiare tra di loro per dimostrare il miglioramento della qualità di vita, che è possibile raggiungere grazie al trapianto. Gli atleti si confronteranno nelle specialità sportive di atletica leggera, volley, tennis, tennis da tavolo, bocce, golf.

 

Lo scopo dei Giochi è di promuovere la terapia del trapianto e la donazione e consolidare l'attività sportiva delle persone affette da insufficienza renale cronica in trattamento dialitico e dei trapiantati di organi e tessuti, favorendone, attraverso lo sport, il recupero sociale e clinico nonché il miglioramento della qualità di vita. Quest’anno si è voluto sottolineare anche l’importanza dell’alimentazione, che non deve essere una condanna per i malati dializzati e trapiantati, sottolineando che anche per loro è possibile riscoprire il “gusto” senza rinunciare a una alimentazione sana”, dichiara Marco Mestriner, Coordinatore Nazionale del Comitato A.N.E.D. Sport.

 

Il Dott. Massimo Cardillo, Neodirettore del Centro Nazionale Trapianti sottolinea che “praticare attività sportiva rappresenta, per molti trapiantati, un percorso di recupero e benessere, ma anche un mezzo per testimoniare al pubblico l’efficacia del trapianto. Il Centro Nazionale Trapianti ha voluto verificare scientificamente l’efficacia dell’attività fisica e sportiva sui pazienti trapiantati, attraverso test e analisi specifiche. Abbiamo dimostrato, ad esempio, che la funzionalità di un rene trapiantato durante uno sforzo fisico è uguale a quella di una persona non trapiantata. Oggi peraltro sono possibili ulteriori passi avanti, sostenendo da parte del CNT progetti rivolti alla generalità delle persone trapiantate per aiutarle a effettuare un’attività fisica regolare indoor e outdoor”.

 

I Giochi saranno altresì l’occasione per sottolineare nuovamente l’importanza dell’attività fisica anche per le persone in attesa di trapianto, per mantenere le migliori condizioni fisiche in vista dell’intervento e migliorare gli esiti dello stesso.

 

trapianti di rene sono stati 2117 nel 2018, un dato che conferma il trend positivo degli ultimi bienni, grazie anche alla crescita dei trapianti da donatori viventi.


Negli ultimi anni, la donazione da vivente ha registrato un notevole incremento, che è stato confermato nel 2018: 287 sono state le donazioni di rene e 25 quelle di fegato (contro le 251 e 18 registrate nel 2014).

Al 31/12/2018 i pazienti in lista d’attesa erano 8.713, di cui 6.545 in attesa di un rene, a fronte dei 9.238 registrati nel 2015.

Dati positivi che però indicano anche la necessità di estendere ulteriormente le dichiarazioni di volontà a favore della donazione degli organi e di estendere in tutto il Paese le buone pratiche, per giungere a ridurre e, in prospettiva, azzerare le liste di attesa per il trapianto.

Ai Giochi partecipano anche alcuni bambini trapiantati presso Il Centro di Trapianto di Rene Pediatrico di Padova, diretto dalladottoressa Luisa Murer, la quale ricorda che “La malattia renale cronica sottopone i bambini, a volte fin dalla nascita, a percorsi clinici estremamente lunghi e faticosi con numerosi ricoveri, terapie ed interventi. Ma, soprattutto, rischia di influire negativamente sulla crescita e sulla qualità della vita del bambino e della sua famiglia dovendo, in seguito alle necessità assistenziali cliniche, rinunciare spesso ad una vita “normale” e a esperienze sociali e comunitarie” dichiara la Murer, “Il trapianto di rene rappresenta la rinascita della vita se  l bambino, con i suoi genitori, è stato accompagnato lungo un cammino di cura globale.  L'equipe medica, chirurgica e sanitaria deve condividere, infatti, il percorso del bambino, insieme a un team multidisciplinare di psicologi, nutrizionisti, sociologi, educatori, insegnanti e anche allenatori sportivi.“La Roccia della Vita: chi in alto sale più lontano vede, chi più in alto vede più a lungo sogna!”

 

Il sindaco di Montebelluna commenta: “Un caloroso benvenuto a Montebelluna a questa manifestazione che intreccia tre componenti importanti: la prima è che lo sport è una dimensione davvero per tutti, inclusiva e non esclusiva; la seconda che fare sport correttamente sia utile sia in termini di prevenzione che curativi; terzo, la promozione della cultura della donazione degli organi e dei tessuti.

E’ importante che questo messaggio venga trasmesso dalla città di Montebelluna che è cresciuta economicamente e socialmente su un distretto produttivo che è dedicato ala calzatura e all’abbigliamento sportivo perché la buona economia è sempre vettore anche di valori umani, come ci insegnava Luigi Einaudi”

 

alla prevenzione e alla cura

I Giochi Nazionali hanno potuto contare sulla collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Montebelluna. Non si è trattato semplicemente di ospitalità, ma di un coinvolgimento attivo nel percorso organizzativo e nella condivisione degli obiettivi. Un ruolo particolare ha “giocato” l’Assessore allo Sport, la Dott.ssa Elisa Gobbo, la quale ha dichiarato che: “Ospitare i Giochi Nazionali di A.N.E.D. è per noi un onore. Stare dalla parte delle persone più fragili, perché colpite da una malattia, e sostenere chi quotidianamente si adopera per invogliare trapiantati e dializzati a svolgere attività fisica, lo consideriamo un nostro compito e obiettivo”.

Il Dr. Giuseppe Vanacore – Presidente A.N.E.D. – sottolinea l’importanza di questa edizione dei giochi, perché vi è oramai una crescente consapevolezza scientifica e sociale sulla necessità di combattere le malattie croniche, che non sono il prezzo ineludibile del progresso e dell’allungamento della vita media di donne e uomini. Spesso – aggiunge Vanacore - la cronicità è da collegare ai disturbi del metabolismo causato da errati stili di vita. Intervenire sulla prevenzione è un modo per concretizzare il percorso che A.N.E.D. persegue verso “un mondo senza la dialisi”.

 

I NUMERI DEI GIOCHI NAZIONALI 2019

 

  • 37 Atleti

  • 10 Atlete

  • 27 Atleti

  • 34 Atleti trapiantati, di cui:

    • 27 atleti trapiantati di rene

    • 4 atleti trapiantati di midollo

    • 1 atleta trapiantato di fegato

    • 1 atleta trapiantato di rene – pancreas

    • 1 atleta trapiantato di polmone

  • 1 atleta donatore da vivente



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