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Pista ciclopedonale lungo la Tradotta: partiti i lavori

Pubblicata il 03/01/2020

Sono iniziati in questi giorni i lavori per la sistemazione della linea ferroviaria “La Tradotta” per la realizzazione della nuova pista ciclopedonale che collegherà Montebelluna a Nervesa della Battaglia lungo la ferrovia che collegava Montebelluna con Susegana, nata per scopi militari durante la Grande Guerra e pesantemente coinvolta nei combattimenti tra l’Esercito Italiano e quello Austroungarico, avutisi durante la nota “Battaglia del Solstizio”, di cui in questi giorni ricorre il centenario.
Un intervento reso possibile grazie alla complessa e lunga trattativa con RFI ed il Consorzio Bosco del Montello che riunisce i Comuni di Crocetta del Montello, Montebelluna, Volpago, Giavera e Nervesa e che ha portato da un lato l’acquisto da parte del Consorzio di una fascia dell’ampiezza di 6 metri e della lunghezza di 18.5 KM e destinata a a far ripercorrere ai visitatori le ultima miglia attraversate dalle tradotte che portavano i soldati sul fronte del Piave e dall’altro con la concessione in comodato gratuito al Consorzio delle aree pertinenziali che restano di proprietà di RFI.
L'acquisizione della fascia, oltre che funzionale alla realizzazione della pista ciclopedonale, aveva permesso di salvare ed utilizzare il finanziamento regionale di 700 mila euro ottenuto una decina di anni fa dall'allora presidente del Consorzio, Aldo Susan.


I lavori partiti in questi giorni sono svolti dalla ditta GREENTEL srl di Santa Giustina in Colle che nei mesi scorsi si è aggiudicata l’intervento con un ribasso d’asta del 15% circa rispetto alla base d’asta di 400mila euro di cui 300mila euro finanziati da parte del Consorzio BIM Piave (100 mila a favore dei tre Comuni di Volpago, Giavera del Montello e Nervesa della Battaglia) e 100mila stanziati in proprio dal Comune di Montebelluna.


Spiega il presidente del Consorzio Bosco del Montello, Denis Michelin: “La prima parte dei lavori, con la realizzazione della rampa per l’accesso alla futura pista da via Gazie in prossimità del circolo ippico La Sorgente sta per essere conclusa. Una volta completato l’accesso, i lavori proseguiranno con la messa in sicurezza delle intersezioni stradali lungo il percorso e la finitura superficiale in battuto di ghiaia.
L’intera operazione, condizioni meteorologiche permettendo, si completerà indicativamente in primavera.
Per ragioni di sicurezza, preciso che tutto il tratto della futura pista ciclopedonale non sarà utilizzabile ed accessibile fino alla fine dei lavori”.


Aggiunge il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, che ha seguito personalmente la complessa trattativa con RFI da un lato e con la Regione dall’altro per addivenire ad un accordo sull’utilizzo dei 700mila euro inizialmente previsti per l’eliminazione della Fonda ad invece il loro impiego per l’acquisto della medesima ai fini della realizzazione di un percorso ciclopedonale: “L’acquisto del sedime per la pista ciclopedonale è stato il primo grande passo. Adesso compiamo il secondo infatti con i 400mila euro investiti dal Consorzio del Bosco del Montello di cui 100mila messi a disposizione dal Comune di Montebelluna e 300mila dal Consorzio Bim Piave a favore dei Comuni di Volpago, Giavera del Montello e Nervesa della Battaglia andremo a realizzazione una pista ciclopedonale destinata a collegare Montebelluna a Nervesa della Battaglia ma a questo si deve aggiungere l’altro investimento di 100mila euro effettuato dal Bim Piave e favore del Comune di Crocetta per il collegamento ciclopedonale tra il Piave e lo Stradon del Bosco.
Poiché lo stesso Bim Piave in accordo con il Genio civile andrà a realizzare una pista ciclopedonale a nord del Montello sull’argine del Piave, alla fine avremo a disposizione un anello ciclo turistico di grande interesse turistico attorno al Montello. Ma credo che l’aspetto più meritorio in tutta questa operazione sia quello di aver messo in protezione la linea ferroviaria che abbiamo denominato La Tradotta, che è un monumento storico perché rappresenta gli ultimi km percorsi dalle tradotte militari che portavano i soldati italiani all’estremo sacrificio tra la fine del 1917 e il 1918. Una vestigia della Grande Guerra che chi abita nell’area montelliana ha il dovere di salvaguardare perché qui hanno dato la vita ragazzi provenienti da almeno 20 diverse nazioni allora contrapposte e oggi riunite nella comune casa europea”.


Conclude Paolo Guizzo, presidente dell’assemblea dei sindaci: “C’è chi voleva smantellare la Fonda per farne una strada. Noi abbiamo scelto la tutela del paesaggio, carico di memorie storiche”.


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