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Il mercato generale di Montebelluna riprende mercoledì 27 maggio: definite le modalità

Pubblicata il 21/05/2020

 
Oggi alle 11.30 il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, ha convocato l’incontro decisorio per la riapertura del mercato principale di Montebelluna prevista per mercoledì 27 maggio.
Erano presenti i tecnici del Comune, il referente di Confesercenti, Moreno Sartorello, il presidente mandamentale di Confcommercio Treviso, Roberto De Lorenzi e del direttore mandamentale di Ascom- Confcommercio, Christian Brugnaro.
 
Il sindaco, Marzio Favero, spiega le risultanze dell’incontro: “Abbiamo discusso partendo dal fatto che le disposizioni vigenti del DPCM uscito domenica scorsa hanno semplificato la vita ai commercianti fissi, ma hanno conservato le misure eccezionali previste per la gestione del mercato settimanale.
Infatti, gli accessi devono essere sorvegliati e la presenza dei visitatori contingentata, vi devono essere distanziazioni tra l’una e l’altra bancarella, vanno introdotti circuiti a senso unico appositamente tabellati, nonché garantito un adeguato servizio di controllo e di repressione.
Si tratta misure che, per esempio, non hanno un grande impatto per la città di Trevis,o perché in essa il mercato si svolge in due aree di parcheggio fuori dal sistema delle piazze, delimitate a nord dalle mura cittadine e a sud dalla strada del PUT interno. Molto più complessa è invece la situazione a Montebelluna dove il mercato si rivolge in nove aree tra loro interconnesse da una quarantina di varchi.
 
Vi erano due alternative: la prima, più semplice per la sorvegliabilità, era quella di trasferire tutte le bancarelle nell’area Sansovino dove estremamente semplice sarebbe stato garantire il controllo in accesso ed in uscita trattandosi di uno spazio che a est è delimitato dalla recinzione del polo scolastico, a sud dal canale Brentella, a ovest dal frutteto e dalla Casa Rossa e a nord dall’omonimo viale, ma era una soluzione poco gradita agli ambulanti perché il piazzale non è pavimentato.
Si è optato pertanto per l’opzione più tradizionale, ma anche più complessa, in ordine al rispetto della normativa: rimanere in centro, ovviamente con una serie di sacrifici e riassetti che qui riassumo:
  • tutti i banchi alimentari rimarranno nel Largo X Martiri come già sperimentato nelle ultime due settimane;
  • per evitare l’ingorgo nelle diverse aree da parte dei clienti, verranno ridotte in numero le bancarelle presenti nelle aree centrali delle piazze Petrarca, Marconi, D’Annunzio, Negrelli e Tommaseo. Gli spazi per le attività che dovranno trasferirsi saranno recuperati nell’area attorno al Monumento dei caduti, in piazza Jean Monnet e in via Garibaldi, che sarà chiusa al traffico;
  • ai commercianti ambulanti verranno chieste due cose:
    • la prima è quella di ridurre la dimensione delle superfici espositive al fine di garantire una distanziazione minima tra le bancarelle;
    • la seconda di gestire la clientela invitando le persone a rispettare le misure di sicurezza, in particolare in ordine al distanziamento sociale;
  • sarà transennata una serie di varchi mentre gli altri saranno presidiati da appositi addetti;
  • la Protezione civile sarà impegnata nelle azioni di controllo e di segnalazione di eventuali anomali mentre Polizia locale valuterà se è necessario intervenire anche con le sanzioni previste.
 
Un avviso ai naviganti: come sta emergendo purtroppo in queste ore, vi sono persone che non rispettano le regole e allora bisogna parlare con estrema franchezza: la riapertura di mercoledì prossimo è sperimentale e sarà soggetta ad una valutazione al termine della mattinata.
Se le regole non venissero rispettate si renderebbe necessaria una nuova fase di sospensione che francamente mi piacerebbe fosse evitata.
I commercianti ambulanti hanno sofferto fin troppo la fase della chiusura. Io credo poco all’efficacia delle disposizioni coercitive, ho sempre puntato sulla fiducia nei confronti dei cittadini. Cerchiamo di fare in modo che mercoledì prossimo tutto vada bene in modo da scongiurare provvedimenti di chiusura.
Non dimentichiamo che il centro storico della nostra città è nato in funzione del mercato, cerchiamo di dimostrare tutti assieme che il mercato è anche un luogo di civiltà, solidarietà e di rispetto reciproco”.
 


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