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PATI del Montello: al via l’iter

Pubblicata il 29/01/2019

Al via il percorso per la definizione di un Piano intercomunale per la pianificazione urbanistica dell’area montelliana.

 

Si sono incontrati questa mattina in municipio a Montebelluna i sindaci Marzio Favero, Comune di Montebelluna, Marianella Tormena, Crocetta del Montello, Paolo Guizzo, Comune di Volpago del Montello, Maurizio Cavalli, Giavera del Montello, Fabio Vettori, Nervesa della Battaglia, e l’assessore Giacomo Trinca, Comune di Caerano di San Marco, per stabilire il cronoprogramma relativo all’avvio delle procedure per l’elaborazione di un PATI, cioè di un piano di assetto territoriale intercomunale, riguardante il Montello ed il Montelletto.

L’esigenza di uno strumento urbanistico intercomunale è maturata per le difficoltà di interpretazione e attuazione del Piano d’Area del Montello, strumento meritorio che è stato redatto con indicazioni geografiche ideogrammatiche, prima dell’avvento delle tecnologie digitali che consentono di avere una rappresentazione territoriale di dettaglio e una applicazione più rigorosa della normativa. Problema che attiene anche un altro strumento di protezione territoriale, Rete Natura 2000, applicato al Montello con alcune incoerenze, come l’introduzione dei prati stabili, concetto non applicabile a un territorio ove la ricrescita degli alberi è immediata. Di tali difficoltà i residenti del Montello hanno avuto modo di discutere con i sindaci due anni or sono, nell’ambito di un confronto pubblico nel quale si è convenuto che le esigenze della tutela vanno conciliate con quelle degli imprenditori agricoli che il Montello lo curano, preservandone la qualità anche ambientale.

I Sindaci hanno avviato un percorso che ha portato, attraverso una serie di incontri e confronti con la direzione regionale alle Soprintendenze, l’Assessorato regionale all’Urbanistica, la Soprintendenza ai Beni Paesaggistici del Veneto orientale, la direzione urbanistica regionale, a convenire che lo strumento più efficace per fare sintesi è l’elaborazione di un Piano di Assetto Territoriale Intercomunale. Infatti, una modifica del Piano d’Area richiederebbe un iter lungo con passaggio in Consiglio Regionale, mentre il PATI è in grado di declinare il Piano d’Area in modo adeguato per rispondere alle esigenze dei Montelliani e la sua approvazione da parte dei Consigli Comunali richiederà solo un passaggio in Commissione urbanistica regionale, con tempi evidentemente molto più rapidi.

Il PATI è lo strumento più adeguato per unificare la pianificazione del territorio montelliano che, pur essendo governato da Comuni diversi, è un ambito territoriale omogeneo dal punto di vista paesaggistico, ambientale, naturalistico e storico, uno scrigno di risorse sopravvissuto all’alluvione edilizia – come la chiamava Eugenio Turri – che ha stravolto la pianura veneta negli ultimi quarant’anni.

L’obiettivo è quello di costruire uno strumento attuale, capace di superare i limiti del Piano d’area, grazie anche a una cartografia aggiornata e digitalizzata che servirà ad individuare più precisamente il rischio idrogeologico e sismico, le fragilità ambientali, gli ecosistemi, e le zone assoggettabili a trasformazioni a fini agricoli in modo compatibile alle esigenze di tutela paesaggistica. Tema quest’ultimo estremamente sentito a fronte della diffusione dei vigneti, che andrà regimentata in collaborazione con gli Uffici Ambiente e la Soprintendenza. E considerato il fatto che il Montelletto appartiene allo stesso fenomeno geologico del Montello, si è ritenuto di includerlo nella progettazione del PATI, ancorché non sia assoggettato al Piano d’Area, perché presenta analoghi valori ambientali e storici da proteggere e valorizzare.

I sindaci, questa mattina, hanno condiviso i prossimi step. È in elaborazione una convenzione che dovrà essere approvata dai sei consigli comunali nel corso del mese di febbraio. Seguirà la procedura di gara per individuare lo studio professionale per redazione del PATI. Allo scopo i Sindaci, sentiti i tecnici, hanno già concordato l’importo di 60.000 euro, iva compresa. Le quote sono già iscritte nei bilanci comunali. Il Comune di Montebelluna fungerà da stazione appaltante e coordinerà l’attività. Il passo successivo consisterà nella redazione del Documento dei sindaci col quale verranno definite le finalità e gli obbiettivi del PATI, che sarà sottoposto all’attenzione dei Consigli Comunali e consentirà l’avvio alle procedure partecipative con i Cittadini, le Associazioni di Categoria e le associazioni ambientaliste.

Una volta prodotto il Piano, come da iter ordinario, esso sarà adottato dai Consigli Comunali, pubblicato e sottoposto alle osservazioni, prima di essere approvato definitivamente.



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